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DIVORZIO - Sentenze straniere. riconoscimento, trascrizione e/o annotazione
Modalità di richiesta
Le sentenze di divorzio emesse in uno stato estero vengono trasmesse dall'Autorità Diplomatica Italiana all'estero o presentate su istanza degli interessati.
La Corte d'Appello trasmette la sentenza di delibazione di nullità ecclesiastica.
 
Requisiti del richiedente
 
La sentenza di divorzio emessa in uno stato estero può essere riconosciuta valida in Italia, a condizione che vi siano i requisiti previsti dall'art. 64 legge  n. 218/1995 o dal Regolamento C.E. n. 2201/2003.
La sentenza di nullità ecclesiastica viene delibata dalla Corte d'Appello.
Il matrimonio deve essere stato celebrato a San Donato Milanese o trascritto nel caso sia stato contratto all'estero.
 
Documentazione da presentare
 
Nel caso di SENTENZE EMESSE NEI PAESI EXTRA COMUNITARI ED IN DANIMARCA, nonché quelle emesse PRIMA del 1° marzo 2001 nei Paesi della Comunità Europea (Legge 218/1995) i documenti da presentare sono:
- sentenza di divorzio, in originale o in copia conforme all'originale, rilasciata dall'Autorità Giudiziaria straniera;
- certificazione che la sentenza è passata in giudicato a norma della Legge vigente nello Stato di emissione così come previsto dall'art. 64, punto D della Legge 218/1995.
La sentenza e l'attestazione di passaggio in giudicato (se fatta con atto separato) dovranno inoltre essere:
- legalizzate dall'Autorità Diplomatica italiana all'estero o con l'apposizione dell'Apostille prevista dalla Convenzione dell'AIA (qualora lo Stato in questione avesse aderito a tale convenzione)
- tradotte dall'Autorità Diplomatica Italiana all'estero o da un traduttore giurato (con firma legalizzata come sopra indicato)
Se la traduzione è effettuata in Italia da un traduttore necessita che sia giurata dinanzi al Cancelliere del Tribunale.
E' necessaria la dichiarazione degli interessati (cittadini italiani) per i punti B-E-F dell'art. 64 della Legge 218/1995.
Nel caso di DECISIONI EMANATE DA AUTORITA' DI PAESI APPARTENENTI ALL'UNIONE EUROPEA (esclusa la Danimarca) emesse dopo il 1° marzo 2001 (Regolamento C.E. 1347/2000 entrato in vigore il 1° marzo 2001 sostituito dal Regolamento C. E. 2201/2003 entrato in vigore il 1° marzo 2005), i documenti da presentare sono:
- certificato di cui all'art. 39 del regolamento C.E. 2201/2003 esente da legalizzazione, in originale;
- se necessaria, copia autentica della decisione emessa dell'Autorità straniera esente da legalizzazione.
Se necessita la traduzione, deve essere effettuata:
- o dall'Autorità diplomatica all'estero;
- o dal traduttore giurato all'estero (firma legalizzata dall'Autorità Diplomatica Italiana all'estero o con apposizione dell'Apostille prevista dalla convenzione dell'AIA);
- o in Italia dal traduttore (traduzione giurata dinanzi al cancelliere del Tribunale).
Se si tratta di DECISIONE CONTUMACIALE si deve inoltre produrre:
- l'originale o copia autentica del documento comprovante che la domanda giudiziale o l'atto è stato notificato o comunicato al contumace;
- documento che il convenuto ha accettato la decisione.
Anche a questi documenti deve essere allegata una traduzione come sopra indicata.
- è necessaria la dichiarazione degli interessati (cittadini italiani) per i punti C-D dell'art. 22 Regolamento C.E. 2201/2003
 
 
L'Ufficiale di Stato Civile trascrive la sentenza che annota a margine dell'atto di matrimonio e ne dà comunicazione, per gli sposi, all'ufficio anagrafe del Comune di residenza per il cambiamento di stato civile da coniugato a libero di stato ed al comune di nascita per l'annotazione.
 
 
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